Terapie

Le terapie
reumatologiche.

Soluzioni per alleviare i sintomi e curare le malattie reumatiche, valutate in base alla persona e alla diagnosi.

Ogni malattia reumatica va affrontata singolarmente e con una terapia diversa, tenendo in considerazione anche lo stato di salute generale del paziente. Prima di parlare delle terapie più efficaci è necessario capire come viene diagnosticata una malattia reumatica.

La diagnosi delle malattie reumatiche

Dopo avere ottenuto un quadro generale dei sintomi e visitato il paziente, il reumatologo si indirizza verso analisi strumentali e di laboratorio per arrivare a una prima diagnosi. In base alla patologia sospettata potrà richiedere:

  • Indagini biochimiche ed esami ematochimici: Emocromo, VES, PCR, Creatinina, Glicemia, Uricemia, Transaminasi, Gamma GT, test della coagulazione e autoanticorpi indispensabili per la diagnosi delle malattie infiammatorie, come fattore reumatoide, anticorpi anti-citrullina, ANA, ENA e HLA-B27; esame del liquido sinoviale.
  • Esami strumentali: Radiografia, Ecografia Muscolo-Scheletrica, TAC, Risonanza Magnetica, Capillaroscopia e Scintigrafia Ossea.

Che funzione hanno le terapie?

Una volta formulata la diagnosi, il reumatologo individua la terapia adatta in base alla patologia riscontrata. Le terapie moderne permettono di ottenere un buon controllo della malattia, con remissioni anche durature nel tempo.

I farmaci utilizzati permettono di intervenire sui sintomi, sul dolore e sulla limitazione funzionale. La giusta combinazione di farmaci antinfiammatori e cortisonici, abbinati alla terapia di fondo — Metotrexate, Leflunomide, Sulfasalazina — può determinare un miglioramento della malattia, talvolta fino alla remissione. Se ciò non avviene, può essere valutato anche un farmaco biologico.

Farmaci per il trattamento delle malattie reumatiche

La maggior parte delle malattie reumatiche può essere curata con farmaci specifici:

  • Analgesici: agiscono sul dolore.
  • Antinfiammatori: intervengono direttamente sull’infiammazione e attenuano il dolore.
  • Cortisone: svolge una funzione antinfiammatoria nei reumatismi infiammatori e, soprattutto, nelle malattie autoimmuni.
  • Immunosoppressori: farmaci di fondo che modulano la risposta del sistema immunitario, tra cui Methotrexate, Leflunomide, Sulfasalazina, Azatioprina e Antimalarici di sintesi.
  • Farmaci biologici o biotecnologici: anticorpi monoclonali in grado di bloccare le citochine prodotte dal sistema immunitario durante il processo infiammatorio.

Come supporto, in alcuni casi possono essere utilizzate anche terapie fisiche e riabilitative. La tipologia di farmaco dipende dalla malattia e dalla risposta individuale alle cure: la figura del reumatologo è fondamentale per individuare il percorso migliore.

Farmaci biologici e biotecnologici

I farmaci biologici o biotecnologici hanno rivoluzionato l’approccio a malattie come Artrite Reumatoide, Artrite Psoriasica, Spondilite Anchilosante e Spondiloartriti indifferenziate. Quando i farmaci tradizionali non hanno esito positivo, è possibile impiegare anticorpi monoclonali prodotti dall’ingegneria molecolare, in grado di bloccare selettivamente le citochine pro-infiammatorie prodotte dal sistema immunitario.

L’esperienza ha dimostrato che questi farmaci possono migliorare le condizioni dei pazienti con malattie infiammatorie che non si attenuano con le terapie tradizionali. I protocolli prevedono spesso l’associazione di entrambe le tipologie di farmaci per potenziare l’effetto terapeutico ed evitare un calo di efficacia nel tempo.

L’importanza dei farmaci biologici in Reumatologia ha portato la SIR — Società Italiana di Reumatologia, di cui il Dott. Versace è socio ed è stato Delegato Regionale — a chiedere alle istituzioni la creazione di un fondo nazionale dedicato.

Il cortisone

Il cortisone è un potente antinfiammatorio, particolarmente efficace per alleviare i sintomi delle malattie reumatologiche. Può essere assunto per via orale o iniettato direttamente nelle articolazioni infiammate tramite infiltrazione intra-articolare. Come tutti i farmaci può però avere effetti indesiderati, tra cui perdita di massa ossea, alterazione del metabolismo glucidico e cataratta. Va somministrato nelle giuste indicazioni, ai dosaggi corretti e per il periodo strettamente necessario.

Le onde d’urto

Le onde d’urto sono onde acustiche ad alta energia prodotte da appositi generatori, che si propagano nei tessuti in sequenza breve e ripetuta. La stimolazione meccanica diretta innesca reazioni biochimiche, tra cui la produzione di sostanze antinfiammatorie e fattori di crescita, favorendo la guarigione della patologia infiammatoria o degenerativa.

Ben tollerate e non invasive, possono rappresentare un’alternativa all’intervento chirurgico, risultare utili nella cura dei postumi di un trauma o di un intervento e agire in sinergia con la terapia farmacologica. In ambito reumatologico vengono applicate in casi di Artrosi e Pseudo-artrosi, Spasticità, dolore miofasciale e trattamento dei trigger point.

Possono essere trattate anche diverse tendinopatie — tra cui epicondiliti, epitrocleiti e fasciti —, Condrocalcinosi, rigidità muscolare a livello di spalla, gomito, anca e ginocchio, e disturbi del tessuto connettivo. Anche l’Algodistrofia, patologia non frequente e di difficile diagnosi caratterizzata da dolore ed edema a mani e piedi, può essere trattata con le onde d’urto.

Non esiste una terapia universale per le malattie reumatiche: ogni paziente è un caso a sé.

I farmaci e le terapie prescritti variano in base alla patologia e tengono conto della storia clinica presente e passata. Per questo la visita specialistica e i successivi controlli sono fondamentali.